PD = Aborto Democratico

Premesso che sono stato contrario da sempre alle primarie per le primarie del PD, premesso che avevo già detto che era una ENORME BUFFONATA, ora…facciamo due ricerche sulla rete e scopriamo un paio di cose che mi hanno fatto girare le palle non poco…e forse le faranno girare a tutti quei buoni FESSI che hanno fatto le primarie (direttamente e indirettamente) si se avete votato versando la quota, sappiate che ora parte di (cito un giornale faccio prima…)

Roma, 19 ott. – (Adnkronos) – ”Per il Pd abbiano scelto una sede fresca, aperta, collocata nel cuore storico e archeologico della citta’. Una struttura nuova, inedita per un partito politico, uno dei segni di novita’ del Partito democratico”. E’ quanto ha dichiarato il sindaco di Roma Walter Veltroni, a margine dell’inaugurazione di due asili nido nella capitale, commentando la scelta del loft, con vista sul Circo Massimo, tra via dei Cerchi e San Teodoro, che sara’ la sede del Partito democratico. “

Quindi siete in parte proprietari di un fantastico loft di 1000 metri quadri nel cuore della capitale…STIKAZZI dico io! MA i fessi siete stati voi e la cosa mi colpisce solo di striscio, mi dispiace solo che…avevo ragione che la buffonata era solo un’opera di marketing….

Ora veniamo alla fantastica legge Levi-Prodi che vi riporto dal blog di Beppe Grillo (tanto tutti gli altri organi di informazione o non la danno o la copiano dalla medesima fonte, ergo…):

19 Ottobre 2007

La legge Levi-Prodi e la fine della Rete

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Ricardo Franco Levi, braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet. Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre. Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo.
La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.
I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video.
L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete.
Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog?
La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile.
Il 99% chiuderebbe.
Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica galera quasi sicura.
Il disegno di legge Levi-Prodi deve essere approvato dal Parlamento. Levi interrogato su che fine farà il blog di Beppe Grillo risponde da perfetto paraculo prodiano: “Non spetta al governo stabilirlo. Sarà l’Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà discussa e approvata dalle Camere”.
Prodi e Levi si riparano dietro a Parlamento e Autorità per le Comunicazioni, ma sono loro, e i ministri presenti al Consiglio dei ministri, i responsabili.
Se passa la legge sarà la fine della Rete in Italia.
Il mio blog non chiuderà, se sarò costretto mi trasferirò armi, bagagli e server in uno Stato democratico.

Ps: Chi volesse esprimere la sua opinione a Ricardo Franco Levi può inviargli una mail a : levi_r@camera.it

 

 

 Per gli interessati di voi QUI TROVATE TUTTO IL DISEGNO DI LEGGE

Meditate gente Meditate!

Prodi A CASA!

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