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American Gods

Da quando sono a Roma ho fatto una piccola promessa con me stesso: devo leggere un libro quando sono nei mezzi pubblici, ed è per questo motivo che ultimamente sto leggendo parecchio, narrativa soprattutto in quanto è un ottimo mezzo per viaggiare stando comodamente seduti (o anche in piedi in metro…) in un mezzo di trasporto e poi, ti fa passare il traffico che è una meraviglia.
Devo ammettere che questo libro l’ho comprato quasi per curiosità in quanto avevo qualche spicciolo (poco più di sei euro) da spendere e, si sa, sei euro sono effettivamente spiccioli con cui fai poco e ci puoi comprare qualcosa da mangiare ed io appunto ho comprato un nutrimento per l’animo e per la mente: un libro!

Ero in libreria in cerca di qualcosa quando l’occhio mi è caduto su questo libro che aveva una copertina abbastanza carina (nulla di eccezionale) un autore di forte richiamo (Neil Gaiman) ed una sintesi in 2 (o quarta copertina non ricordo esattamente) come questa:

Appena uscito dopo tre anni in carcere, Shadow fa conoscenza con un enigmatico Mister Wednesday che gli offre di lavorare per lui. Rimasto senza risorse né famiglia, Shadow finisce per accettare. Ma ci metterà ancora qualche tempo per capire chi sia davvero il suo boss: Odino, la somma divinità del pantheon nordico, arrivato in America con una nave di vichinghi e che ora tira a campare come può. Come lo slavo Chernobog, ridotto a vivere della pensione maturata negli anni di lavoro al macello di Chicago, come l’africano Anansi, come la celtica Easter e la mediterranea Bilquis che batte i marciapiedi di Hollywood, come tutte le divinità maggiori o minori, dimenticate in un mondo che venera altri dèi, più belli e nuovi. E’ per muovere battaglia contro di loro che Wednesday ha arruolato Shadow, e per reclutare i compagni di lotta i due si metteranno ‘on the road’ attraversando in lungo e in largo l’America più profonda. Fino al giorno della battaglia finale, uno scontro di proporzioni epiche per conquistare l’anima stessa dell’America…

L’idea di Odino che andava in america a fare il cu…ehm andava a sistemare le questioni con i nuovi dei creati dall’uomo mi sembrava una bella tematica ed eccomi quindi li, alla casa pronto a sborsare 8 euro…scoprendo uno sconto carino che me l’ha fatto pagare c.ca 6 euro ottimo affare!

Il libro sostanzialmente parla di Shadow, un uomo grande e grosso che spesso e volentieri nel libro fa la figura del tonto quando tonto non è, sottoposto a stranezze di ogni tipo esprime a volte una saggezza quasi “divina” e riscatta la sua “stupidità” tutta alla fine nella quale si vede un personaggio nuovo, per così dire…rinato! Non vi dico altro per non togliervi la sorpresa sulla storia. Il ritmo del libro è ottimo e l’unico appunto che mi permetterei di fare all’autore riguardano alcune scene circa personaggi secondari e non che alla fin fine sembrano messi li solo per allungare il brodo, sono tutti più o meno interessanti ma alla fine il libro sembra non prenderne atto e quindi procede senza di loro senza che l’essenza del libro ne venga influenzata in alcun modo. Posso dire che per Gaiman è un periodo d’oro e non sbaglia un colpo, si rivela ancora uno scenneggiatore di tutto rispetto e anche questo libro è sostanzialmente un modo per riflettere…ma su cosa? La chiave che ci ho visto io riguarda le falsità che poniamo come nostri dei personali (denaro, tecnologia ecc ecc) e le falsità che venivano poste nel passato come dei personali, la visione degli dei che l’autore fornisce ha un miscuglio di cinismo e umanità propria degli dei greci i quali camminano in mezzo a noi e sono dotati di problemi simili ai nostri meno l’importanza della loro adorazione e, quindi, del loro nutrimento; in mancanza del quale alcuni di loro sono disposti a scatenare una guerra profondamente caotica all’insegna della riscoperta dell’antico potere. Volendo astrarre ulteriormente possiamo notare una ricerca spasmodica del potere pari solo a quella che alcuni stati odierni stanno cercando di pepetrare a svantaggio degli stati più deboli semplicemente andando a prendere le fonti di tale potere…e lascio la parentesi aperta per eventuali discussioni.
Il libro si conclude, per fortuna, nel modo più scoppiettante possibile e generalmente scorre in modo molto fluido, merito dell’interesse generato da Gaiman e dalla storia solida che c’è sotto, la quale denota un ottimo lavoro di documentazione fatto a monte. Quello che mi ha fatto storcere il naso è sostanzialmente l’adattamento di alcuni nomi come ad esempio Easter che dovrebbe essere Pasqua…per il resto il libro merita la lettura poi se lo trovate a quel prezzo non potete non comprarlo!