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Lo scaffale

Scrivo qui per segnalare a tutti l’iniziativa “Lo scaffale”, ovvero un’avventura in 14 volumi per scoprire la Puglia attraverso i suoi scrittori più rappresentativi e le opere che hanno contribuito a farla conoscere nel panorama della letteratura

 

http://temi.repubblica.it/repubblicabari-i-libri/

 

Inoltre vi ricordo che ogni volume ha un tempo limite per poter essere scaricato, quindi forza!!! Cosa aspettate ancora? Scaricate gente scaricate!

Abissi d’acciaio

Abissi d’acciaio è il primo dei romanzi che vede conivolta due tra le figure più riuscite della sua letteratura, ovvero l’agente terrestre Elijah Baley ed il robot positronico R. Daneel Olivaw.

La storia si svolge sulla terra di un futuro prossimo, nella quale la gente vive ammassata nelle città ed è isolata dall’ambiente esterno mediante l’uso di cupole protettive le quali avvolgono gli insediamenti umani. La popolazione della terra ammonta a diversi miliardi e tutto è orientato all’efficenza, i diritti personali dipendono dal lavoro posseduto ed ogni cosa è minuziosamente organizzata quindi la proposta di introdurre l’uso di robot per poter far fronte a diversi lavori prendendo il posto degli esseri umani, si scontra sia con la diffidenza dei terrestri nei confronti dei robot che con la paura degli stessi di essere rimpiazzati da macchine e quindi perdere il lavoro. In questo contesto una delegazione di spaziali, ex coloni terrestri che ora popolano uno dei 50 mondi esterni alla terra, tenta proprio di spingere l’uso dei robot per poter migliorare le condizioni di vita dei terrestri, facendo effettuare i lavori più duri proprio ai robot.

In questo contesto al detective Elihaj Baley viene ordinato sia di risolvere un caso, a quanto pare impossibile, di omicidio che avere come compagno di squadra proprio un robot; un nuovo tipo di robot detto positronico indistinguibile da un essere umano poco avezzo ai robot. Il detective quindi dovrà combattere sia contro l’odio nei confronti di queste macchine infernali che contro un caso apprentemente impossibile da risolvere e che vede coinvolta in prima persona la delegazione di spaziali presente sulla terra.

Il mix di elementi è incredibile, la storia scorre velocissima sotto gli occhi ed il romanzo si lascia letteralmente divorare per ritmo e bontà di traduzione; Asimov da vita ad una coppia di personaggi praticamente immortale e ben caratterizzata; chi si aspetta un romanzo d’azione fisica ne troverà ben poca, chi si aspetta un romanzo d’azione psicologica ne sarà estremamente soddisfatto. Lo stile di Asimov è sempre lo stesso ovvero descrittivo quanto basta, senza perdersi nelle lungaggini e senza essere striminzito, ma quello che mi ha colpito maggiormente di Asimov è che quando spiega come possano funzionare i suoi robot ed in genere le sue creazioni, lo fa con una tale naturalezza da renderle reali.

Cosa posso dire ancora senza svelare la trama?

Il libro merita tantissimo, se avete letto anche il ciclo dell’impero, sappiate che questo è il primo libro che alla fine porta proprio alla storia dell’impero galattico.

Buona lettura a tutti!

American Gods

Da quando sono a Roma ho fatto una piccola promessa con me stesso: devo leggere un libro quando sono nei mezzi pubblici, ed è per questo motivo che ultimamente sto leggendo parecchio, narrativa soprattutto in quanto è un ottimo mezzo per viaggiare stando comodamente seduti (o anche in piedi in metro…) in un mezzo di trasporto e poi, ti fa passare il traffico che è una meraviglia.
Devo ammettere che questo libro l’ho comprato quasi per curiosità in quanto avevo qualche spicciolo (poco più di sei euro) da spendere e, si sa, sei euro sono effettivamente spiccioli con cui fai poco e ci puoi comprare qualcosa da mangiare ed io appunto ho comprato un nutrimento per l’animo e per la mente: un libro!

Ero in libreria in cerca di qualcosa quando l’occhio mi è caduto su questo libro che aveva una copertina abbastanza carina (nulla di eccezionale) un autore di forte richiamo (Neil Gaiman) ed una sintesi in 2 (o quarta copertina non ricordo esattamente) come questa:

Appena uscito dopo tre anni in carcere, Shadow fa conoscenza con un enigmatico Mister Wednesday che gli offre di lavorare per lui. Rimasto senza risorse né famiglia, Shadow finisce per accettare. Ma ci metterà ancora qualche tempo per capire chi sia davvero il suo boss: Odino, la somma divinità del pantheon nordico, arrivato in America con una nave di vichinghi e che ora tira a campare come può. Come lo slavo Chernobog, ridotto a vivere della pensione maturata negli anni di lavoro al macello di Chicago, come l’africano Anansi, come la celtica Easter e la mediterranea Bilquis che batte i marciapiedi di Hollywood, come tutte le divinità maggiori o minori, dimenticate in un mondo che venera altri dèi, più belli e nuovi. E’ per muovere battaglia contro di loro che Wednesday ha arruolato Shadow, e per reclutare i compagni di lotta i due si metteranno ‘on the road’ attraversando in lungo e in largo l’America più profonda. Fino al giorno della battaglia finale, uno scontro di proporzioni epiche per conquistare l’anima stessa dell’America…

L’idea di Odino che andava in america a fare il cu…ehm andava a sistemare le questioni con i nuovi dei creati dall’uomo mi sembrava una bella tematica ed eccomi quindi li, alla casa pronto a sborsare 8 euro…scoprendo uno sconto carino che me l’ha fatto pagare c.ca 6 euro ottimo affare!

Il libro sostanzialmente parla di Shadow, un uomo grande e grosso che spesso e volentieri nel libro fa la figura del tonto quando tonto non è, sottoposto a stranezze di ogni tipo esprime a volte una saggezza quasi “divina” e riscatta la sua “stupidità” tutta alla fine nella quale si vede un personaggio nuovo, per così dire…rinato! Non vi dico altro per non togliervi la sorpresa sulla storia. Il ritmo del libro è ottimo e l’unico appunto che mi permetterei di fare all’autore riguardano alcune scene circa personaggi secondari e non che alla fin fine sembrano messi li solo per allungare il brodo, sono tutti più o meno interessanti ma alla fine il libro sembra non prenderne atto e quindi procede senza di loro senza che l’essenza del libro ne venga influenzata in alcun modo. Posso dire che per Gaiman è un periodo d’oro e non sbaglia un colpo, si rivela ancora uno scenneggiatore di tutto rispetto e anche questo libro è sostanzialmente un modo per riflettere…ma su cosa? La chiave che ci ho visto io riguarda le falsità che poniamo come nostri dei personali (denaro, tecnologia ecc ecc) e le falsità che venivano poste nel passato come dei personali, la visione degli dei che l’autore fornisce ha un miscuglio di cinismo e umanità propria degli dei greci i quali camminano in mezzo a noi e sono dotati di problemi simili ai nostri meno l’importanza della loro adorazione e, quindi, del loro nutrimento; in mancanza del quale alcuni di loro sono disposti a scatenare una guerra profondamente caotica all’insegna della riscoperta dell’antico potere. Volendo astrarre ulteriormente possiamo notare una ricerca spasmodica del potere pari solo a quella che alcuni stati odierni stanno cercando di pepetrare a svantaggio degli stati più deboli semplicemente andando a prendere le fonti di tale potere…e lascio la parentesi aperta per eventuali discussioni.
Il libro si conclude, per fortuna, nel modo più scoppiettante possibile e generalmente scorre in modo molto fluido, merito dell’interesse generato da Gaiman e dalla storia solida che c’è sotto, la quale denota un ottimo lavoro di documentazione fatto a monte. Quello che mi ha fatto storcere il naso è sostanzialmente l’adattamento di alcuni nomi come ad esempio Easter che dovrebbe essere Pasqua…per il resto il libro merita la lettura poi se lo trovate a quel prezzo non potete non comprarlo!